Sul Corriere Tributario n. 6/2026, il contributo di Antonio Vitali, Giulio Tombesi e Niccolò Masotti analizza i profili fiscali del contratto di cointeressenza propria, istituto disciplinato dall’art. 2554 del codice civile che consente di trasferire il rischio d’impresa, ossia la realizzazione di perdite, ad un soggetto, diverso dall’imprenditore, in cambio del diritto di questi a partecipare ai relativi utili. Ciò senza il sostenimento di costi fissi e senza apporti di capitale.
L’articolo analizza i profili fiscali dei flussi reddituali scambiati tra le parti dell’accordo muovendo dai recenti chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate in materia di IVA con il principio di diritto n. 3 del 2025, nonché da indicazioni rese nell’ambito di posizioni non ancora pubbliche relativamente alla disciplina del transfer pricing e all’inquadramento dei flussi ai fini convenzionali.
La cointeressenza propria tra causa aleatoria e qualificazione fiscale
8 giugno 2026